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Monte Berlinghera -Mtb

E’ una bella giornata di ottobre, il cielo è un pantone© 2925, l’umore frizza con l’aria come il brioschi a contatto con l’acqua e i colori autunnali assumono le sfumature delle caldarroste ( braschè n.d.r. ).

Ormai son diverse volte che salgo sui monti lariani, in cuor mio sono già un poco appagato, ma inevitabilmente rimango sempre colpito dalla visione del Lario dall’alto. E’ selvaggio ma vissuto, a tratti urbanizzato e segnalato per poi divenire dispersivo e incontaminato. E’ un ossimoro dei nostri tempi questa parte dei Monti Lariani, il paradigma del paradosso che inevitabilmente segna la nostra società. In alcune viste riconosco lo sfondo di windows XP in altre rivivo le coste liguri e il prepotente fabbisogno di strade, asfalto e cemento per poi all’improvviso scomparire e ritrovarsi privi di riferimenti.

Non sono contro l’evoluzione e non voglio ritornare all’età della pietra, piuttosto sono per la cultura del territorio, della sua valorizzazione, della sua tutela e della sinergia tra progresso, passato e futuro. La salita è dolce scandita dai raggi di sole che penetrano accarezzandoci tra i rami delle piante e oltrepassate le ultime baite ci si inerpica sulla schiena del monte per poi raggiungere la vetta. Il panorama è falciato dal fabbisogno di sostentamento (elettrico) della nostra società in un pendolo tra passato, futuro e presente che rende il tutto sospeso donandoci un continuo contrasto tra quello che eravamo e quello che siamo.

Arrivati in vetta, il Lario si mostra in tutto in tutto il suo splendore,  i suoi lunghi rami si stagliano all’orizzonte e ci accolgono in un caloroso abbraccio. Lo spazio prende forma e le dimensioni superano quelle della mia immaginazione, ancora una volta riesco a perdermi con lo sguardo all’orizzonte senza essere imprigionato dalle (mie) calde montagne.

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