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Adamello ultra trail

Sometimes You're The Hammer, Sometimes You're The Nail (cit.).

percorso ultra trial adamello

E' una sensazione strana essere a casa difronte al computer alla ricerca di parole per esprimere quello che si è provato durante un lungo viaggio come questo. Cerco di racimolare i pensieri come se fossero le briciole depositate sulla tovaglia alla fine di un grande pranzo, quando la malinconia ti assale e ogni movimento diventa lento perchè non si vuole che il tutto si concluda così, le chiacchiere e gli sguardi ri-echeggiano ancora nella stanza vuota e con la mente si ritorna alla giornata appena trascorsa.

Raccolgo le briciole piano piano, ognuna dentro di se è intrinsa di momenti, di emozioni, di sensazioni, come se facessero tutte parte di un unico grande quadro, le deposito nella valigia dei ricordi con calma e cura stando attento a non rovinarle.

Questo viaggio non ha un inizio e non ha una fine, ha aperto dentro di me una nuova dimensione ed ora come ora non sono in grado di capire dove mi porterà. Per ogni fine c'è un nuovo inizio, qualcuno disse...

Ognuno di noi sulla linea di partenza oltre al suo zaino portava con sè un proprio bagaglio interiore che passo dopo passo lungo tutti quei kilometri viene depositato come un pennello su un quadro tracciando linee che disegnano i nostri lati più oscuri e interiori....una eredità per i prossimi avventurieri.

Non voglio parlare di fatica, della notte buia e piovosa e della stanchezza che piano piano ti consuma, voglio parlare di condivisione, quella strana sensazione che ti avvolge quando sei stanco e solo nei tuoi pensieri e che ti guida come un faro nella notte più buia, quella sensazione che ti spinge ad andare avanti perchè non sei solo, senti il pensiero degli amici dei famigliari, di chi è passato prima di te, di tutte le persone che hanno calpestato lo stesso sentiero che ti invita ad andare avanti .

Io lo so che non sono solo

Anche quando sono solo

Sotto un cielo di stelle e di satelliti

Tra i colpevoli le vittime e i superstiti

Un cane abbaia alla luna

Un uomo guarda la sua mano

Sembra quella di suo padre quando da bambino

Lo prendeva come niente e lo sollevava su

Era bello il panorama visto dall'alto

Si gettava sulle cose prima del pensiero

La sua mano era piccina ma afferrava il mondo intero

Ora la città è un film straniero senza sottotitoli

Le scale da salire sono scivoli, scivoli scivoli

Ghiaccio sulle cose

La tele dice che le strade son pericolose

Ma l'unico pericolo che sento veramente

E' quello di non riuscire più a sentire niente

[...]

Forse è questo il senso del mio viaggiare, del mettermi alla prova, di spingermi oltre la siepe... la paura di non sentire più niente.