loading
loading

Ciao Pà

Ho pensato spesso a mio padre, ho pensato spesso a lui in questa quarantena e a alla sua generazione, una generazione di tutto fare che in qualsiasi situazione con un 𝙁𝙖̀𝙣 𝙫𝙚𝙙𝙚̀𝙚̀ 𝙖 𝙢𝙞̀ trovano una soluzione per la lavatrice, il pavimento rotto, l’anta del armadio, il forno, la staccionata, l’orto, l’antenna, il ferro da stiro, lo scarico del lavandino, il giardino e la corrente; Un generazione ruvida, fatta di principi e di valori, fondata sul sudore e il valore delle parole spese, fatti e non parole come direbbe il populismo odierno.
 
Se penso a mio padre penso alla sua profonda onestà verso il prossimo, lo stato e il lavoro, quando la parola spesa è un macigno granitico che vale più di qualsiasi contratto firmato. Se penso a mio padre sento le sue mani spesse, levigate e screpolate, con quel senso di vissuto che ora rivedo nelle mie dopo 30 giorni di quarantena e il mio barcamenarmi tra i lavori di manutenzione domestica. Ho costruito un piccolo mobile, imbiancato, montato prese ed interruttori elettrici, spostato mobili, sistemato la cantina, e nonostante mi ritenga una persona digitalizzata e informata, un pò geek è un pò nerd penso a quanto senza un computer o uno smartphone in mano in fondo sia un incapace, un incapace a far fronte alle piccole cose di manutenzione ordinaria, non so costruire un muro per esempio, non so tenere un orto, riparare una lavatrice e se lo scarico si rompe dovrei ricorrere a YouTube per capire come risolvere il problema DIY.
 
Quando imbianco penso a mio padre, alla sua abilità e precisione nel portare avanti questi lavori domestici con quella forza, dedizione e capacità che ora invidio. Imbianco e vedo i pensieri scomparire, vedo i mesi e gli anni passare, i ricordi riaffiorare sul vecchio colore per poi scomparire, vedo il volto di mio padre e sento le sue mani nelle mie e nonostante questo periodo e la vita, che spesso ci ha “tenuto lontani” per via della distanza delle nostre generazioni, sento vicino e sento presente il valore delle sue azioni, delle sue parole, azioni e parole di una generazione che senza social, smartphone, internet hanno sviluppato una capacità di 𝙥𝙧𝙤𝙗𝙡𝙚𝙢 𝙨𝙤𝙡𝙫𝙞𝙣𝙜 alla quale la nostra deve guardare con grande rispetto e invidia.
 
<< Ciao Pà, vorrei imbiancare la staccionata …>>
 
Tra poco sarà il tuo compleanno, settantasette primavere, e nonostante ora ti veda solo consegnarti la spesa e scambiar quattro parole a debita distanza di sicurezza con te e mamma, ti sento vicino e sento come in fondo questa distanza sia una risorsa, una ricca risorsa da quale attingere dedicandosi a noi stessi e a quel problem solving che la vostra generazione è stata così abile a sviluppare nonostante non avesse accesso a tutte le nostre risorse.
 
Buon compleanno, in anticipo e con un post come da tradizione per le nostre generazioni .